Indennità di fine rapporto agenti: non sempre è dovuta – Contratto di agenzia per aziende leader, indennità.

By | 12/02/2019

#Indennità


Contratto di agenzia per aziende leader

Indennità di fine rapporto agenti: non sempre è dovuta

Indennità di fine rapporto agenti: non sempre è dovuta

Indennità di fine rapporto agenti di commercio: quando è dovuta?

Lindennità di fine rapporto degli agenti di commercio è in pratica come il T.F.R. dei dipendenti, con una sostanziale differenza: non è sempre dovuta.

Nella sostanza, lindennità di fine rapporto è dovuta solo se il contratto cessa non per colpa dellagente.

Quando invece la cessazione del contratto avviene è per colpa& dellagente, lindennità di fine rapporto non è più dovuta.

Lindennità di fine rapporto è dovuta se il rapporto cessa non per colpa dellagente

Se lagente quindi comunica le dimissioni& di propria iniziativa (magari perchè ha trovato unaltra azienda presso la quale operare) perde& lindennità di fine rapporto, perchè il contratto in questo caso cessa per causa sua.

Se invece lagente cessa il contratto per giusta causa perchè la mandante non gli sta pagando le provvigioni, in tal caso avrebbe diritto allindennità di fine rapporto perchè, anche se ha comunicato lui le dimissioni&, non è stato per causa sua ma per colpa& della mandante.

Allo stesso modo, se la mandante comunica il recesso dal contratto di agenzia perchè non ha più interesse a lavorare con lagente, lagente avrebbe diritto allindennità di fine rapporto perchè la cessazione avviene per una semplice decisione della mandante.

Se invece la mandante cessasse il contratto per giusta causa perchè ha scoperto che lagente sta lavorando anche per la concorrenza, lagente perderebbe il diritto allindennità perchè, anche se è stata la mandante a comunicare il recesso, lo ha fatto per una causa riconducibile allagente.

Naturalmente, ogni motivo potrebbe essere buono per la mandante per invocare la giusta causa e addebitare quindi il recesso allagente, facendogli perdere lindennità.

Tuttavia ciò non è cosi facile, perchè per far perdere lindennità allagente, la mandante deve dimostrare che lagente si è reso gravemente& inadempiente ai suoi obblighi e quindi ci sia una giusta causa&.

Tenete conto che la giusta causa&, per legge, è quella causa che non consente la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto.

Per giusta causa& si intende quella causa di gravità tale che non consente la prosecuzione nemmeno temporanea del rapporto

Quindi, comportamenti dellagente che di per sè potrebbero essere anche gravi ma che la mandante tollera nel tempo, difficilmente quando si decide a farli valere potranno costituire giusta causa& perchè in realtà il rapporto in precedenza è proseguito benissimo anche in presenza di tali inadempimenti.

A questi casi generali si affiancano una serie di ipotesi collaterali, ma basate sostanzialmente sullo stesso principio.

Lagente ad esempio in base allart. 1751 c.c. ha diritto allindennità anche se è lui a comunicare il recesso, quando il recesso è motivato dall’&età& avanzata che non gli consente più di lavorare, o quando da le dimissioni per infermità.

E dovuta anche quando lagente muore, perchè anche in questo caso non si considera a lui imputabile… (se vuoi conoscere gli adempimenti da fare quando capita questo evento, puoi cliccare qui)

Attenzione che l’&età& non equivale alla pensione&.

In questo caso però, se il contratto di agenzia è regolato dallA.E.C. settore Industria o settore Commercio, è prevista anche lipotesi della pensione& dellagente.

In particolare, per lA.E.C. settore Industria siglato nel 2014, lindennità è dovuta anche in caso di pensionamento Enasarco o Inps di vecchiaia anche anticipata, mentre per lA.E.C. settore Commercio in caso di pensionamento Enasarco o Inps di vecchiaia (non anticipata) (attenzione che levento della pensione& riguarda solo lagente persona fisica& e non anche il socio della società di agenzia. Se vuoi saperne di più lo spiego meglio qui).

Da ricordare che lagente dopo che comunica il recesso perchè va in pensione&, non è obbligato a smettere di lavorare, ma potrebbe benissimo poi assumere un nuovo incarico presso unaltra azienda proseguendo lattività. E sufficiente che abbia i requisiti per andare in pensione per avere diritto allindennità.

Così pure non è necessario che lagente comunichi le dimissioni& appena va in pensione: potrebbe farlo anche dopo qualche anno ed anche in questo caso avrebbe diritto allindennità.

In ultimo si ricorda che, se il contratto è regolato dallA.E.C. settore Industria o settore Commercio, vi è una componente dellindennità di fine rapporto, il F.I.R.R., che è sempre dovuto anche se il contratto cessa per colpa& dellagente.

Fa eccezione a questa deroga&, lA.E.C. settore Industria che consente di bloccare& il pagamento del F.I.R.R. allagente quando il rapporto cessa per violazione dellobbligo di non concorrenza o monomandato o per trattenimento indebito di somme.

Per ulteriori informazioni sullindennità di fine rapporto puoi contattarci cliccando qui


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